Antonella Adorisio

È ben noto che l'espressione delle emozioni è diversa per ciascuno, eppure esistono manifestazioni tipiche e universali per ogni emozione.
Quali sono gli effetti della paura nel corpo?
La paura porta ad un aumento della frequenza cardiaca, al restringimento delle arterie dove circola il sangue, al restringimento del ritmo respiratorio che diventa più affannoso, breve e rapido. Può causare contrazioni muscolari, tremori fisici. Tutto ciò può portare a vertigini, senso di svenimento o a una sensazione di soffocamento. Sopra ogni cosa, la paura può scatenare quelle reazioni veramente primarie che appartengono al sistema nervoso autonomo, cioè la risposta di lotta/fuga, o di congelamento/paralisi (che implica il nascondersi). La paura attiva una cascata di effetti fisiologici nel corpo.
Cosa accade quando ci sentiamo minacciati?
La risposta automatica di lotta/fuga e/o di congelamento/paralisi è principalmente progettata per aiutare il corpo a prepararsi e rispondere a una minaccia percepita. Si potrebbe dire che, similmente a quanto accade nel regno animale, quando ci troviamo di fronte a un pericolo o a una minaccia, soprattutto se inaspettata, il nostro corpo si prepara ad attaccare o a fuggire, o diventa paralizzato. Se le paure sono lievi, le nostre reazioni fisiche possono accadere al di fuori della nostra consapevolezza; a un livello impercettibile il corpo si prepara alla lotta o alla fuga rilasciando determinate sostanze come l'adrenalina o il cortisolo.
Cosa succede se l'attivazione di queste sostanze non porta all'azione? Cosa succede se quella reazione continua nel lungo periodo, al di fuori della nostra consapevolezza? Molto probabilmente si creano blocchi energetici che, nel tempo, possono provocare sintomi e malattie. Se la paura persiste nel tempo, il corpo può entrare in uno stato di stress cronico, provocando diverse malattie. La paura è un'esperienza profondamente incarnata con effetti immediati e a lungo termine sul corpo. Mentre la paura acuta è una risposta naturale e adattativa al pericolo, la paura cronica può interrompere l'equilibrio fisiologico e la salute.
Cosa succede nel corpo quando ci si sente al sicuro?
Quando ci si sente al sicuro, la tensione nel corpo diminuisce, il cuore batte più lentamente ed efficientemente. La respirazione diventa più lenta.
Gli ormoni dello stress si riducono mentre i livelli di ossitocina e serotonina aumentano. Quando il sistema nervoso parasimpatico è attivato in un ambiente sicuro, amorevole e di supporto, le emozioni rigeneranti prevalgono su quelle debilitanti.
Questo può favorire un coinvolgimento positivo con nuove esperienze. La corteccia prefrontale, responsabile del pensiero razionale, della creatività e del processo decisionale, diventa più attiva mentre l'amigdala si quieta. C'è maggiore chiarezza e presenza.
Regolazione emotiva
Quando ci si sente al sicuro, si attiva la regolazione emotiva e ci si può facilmente affidare all’ignoto. Il corpo entra in uno stato di radicamento, equilibrio, apertura e connessione.
Questo stato fisiologico ed emotivo promuove l'adattabilità, la flessibilità, la comunicazione, la cooperazione e permette di andare avanti nel processo di individuazione.
Sentirsi al sicuro e fidarsi dell'ignoto di fronte all'incertezza spesso corrisponde a un senso di essere guidati o supportati dal Sé.
Jung credeva che affrontare e padroneggiare l'ignoto fosse essenziale nel processo di individuazione.
Questo stato di radicamento e fiducia facilita le esperienze spirituali. Ecco perché è così importante creare un ambiente terapeutico sicuro e amorevole.
Non-località
Quando un individuo supera un ostacolo che un tempo sembrava insormontabile, diventa più complesso, flessibile e adattabile. Questa trasformazione si diffonde non localmente attraverso la coscienza collettiva in evoluzione, influenzando l'intero.
Campi invisibili
La consapevolezza non-locale ci permette di percepire la connessione con un campo invisibile più ampio, di fidarci delle esperienze non comprensibili e di favorire le sincronicità.
Sincronicità
Come è noto, il concetto junghiano di sincronicità, coincidenze significative non causalmente connesse, suggerisce un legame non-locale tra eventi interni ed esterni.
Per Jung, la sincronicità rivela una profonda unità tra psiche e cosmo. Il suo approccio riconosce che non siamo individui isolati, ma parte di un campo psichico più vasto, interconnessi in modi che vanno oltre spazio, tempo e logica.